Clay Jensen, alla ricerca della verità (pt 3, SE 3)

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13 Reasons Why – Clay Jensen (3)


Passato e presente si alternano nella terza stagione di Clay Jensen e più in generale in quella di 13 Reasons Why. Parte tutto dal ballo di fine anno, quando Tyler ha diede di matto. Da quel momento, Clay e gli altri si danno dei turni per badare a lui, chiaramente instabile. L’unico in disaccordo è Zach, ma poco importa. Questo è uno di quei casi in cui una tragedia – mancata – unisce.

Non solo Tyler, fortunatamente, nelle giornate di Jensen. C’è anche la nuova arrivata Ani, che piano piano diventa una figura importante nella sua vita. Una confidente, un’amica con gli stessi hobby e passioni. Jensen si rivede in lei e viceversa, passando molto tempo insieme.

C’è un problema: Ani è la figlia della badante del nonno di Bryce Walker lo stupratore. Sostanzialmente vive con lui. Clay non digerisce questo rospo, ma l’intesa con la ragazza è in primo piano. I due arrivano anche al bacio, senza andare oltre. Da quel momento sorgono i misunderstandings. Perché non avrebbero dovuto farlo? Beh, evidentemente Ani ha qualcosa da nascondere. E conosciamo Jensen, che da qui a breve minaccia Bryce. Sul serio? Sì, e scopre che la ragazza ha mentito. Lo frequentava, li ha visti baciarsi. 

Tutto questo fino al presente narrativo, quello in cui Bryce Walker è stato ucciso. Bryce ucciso? Già, ed inevitabilmente Clay è tra i maggiori sospettati. Lo storytelling ci tiene con le orecchie rizzate fino alla fine, ma noi sappiamo che non può essere Clay il colpevole. Chi, allora? Zach è stato con Chloe, incinta di Bryce. Tyler ha foto del cadavere e una pistola. Tony aveva impicci di soldi con e auto con lui. Alex e Justin rispettivamente si rifornivano di steroidi e ossicodone da Walker. Per Jessica il motivo è chiaro – la violenza sessuale. Montgomery aveva un’omosessualità da nascondere.

Clay Jensen, 13 Reasons Why season 3

Insomma, tutti avevano un movente. Probabilmente anche Ani, della quale sappiamo poco o nulla. Ah, e non scordiamoci della signora Baker. Torna pure il signor Porter a dare contributi non richiesti alle indagini. Avrebbe dovuto dare una mano prima, quando Hannah era viva… 

Nessuno sembrava in grado di poter uccidere, eppure tutti erano sospettati. Pensate: Clay, sfiduciato pure dai suoi genitori, voleva scomparire dalla scena. Non riusciva a reggere tutto questo: Tyler, le indagini e la ricerca della verità. Alla fine ha vinto il gruppo, almeno momentaneamente. L’accusa finisce su Monty, arrestato e ucciso in carcere. Il caso sembra chiuso – ed Alex è salvo. L’ultimo a parlare sarà Tyler, con la sua mostra fotografica da Monet, seguito da Bryce, con il nastro di scuse che ha inciso. Bisogna ringraziare Ani e il suo cinismo nel confessare una versione – attenzione, non la versione – sperando che questa duri nel tempo…

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