John Rayburn, da tutto a niente (pt 3, SE 3)

Bloodline – John Rayburn (3)


Come nel finale della scorsa stagione, John è in fuga nel suo pick-up. Sta scappando dalle Keys, dai suoi problemi e anche da quelli degli altri – che ha provato a risolvere. Questo perché, nonostante tutto, ha posto i Rayburn come priorità assoluta. Deluso dalla famiglia, che sembra faccia di tutto per non ascoltarlo, evita le telefonate di Kevin e Meg. Scappa davvero? Ci ripenserà? John cede: il richiamo è troppo forte.

Kevin ha fatto un casino. Ha assassinato Marco, ha confessato tutto a Sally e soprattutto c’è di mezzo Roy. Tramite un infiltrato nel coroner, copre le sue tracce e spinge i sospetti – per l’ennesima volta – contro il povero Eric. La volontà di John nel proteggere Kevin porterà ad incastrare O’Bannon, al netto di ogni residuo di coscienza. È palese ormai: ne è rimasta poca, e sporca. La dimostrazione arriva al funerale dell’ex-collega.

Passano 5 mesi. John è stato lasciato da Dana, Kevin ha avuto un bambino e Meg è fuggita. Eric è in galera, ad un passo dal baratro. Sul tavolo c’è un patteggiamento da 30 anni che potrebbe risolvere il tutto, ma l’avvocato difensore preme per il processo. Dunque, tribunale sia. La cosa complica i piani di John, che abbandonato a se stesso non può contare su nessun altro. Per fare un torto ad O’Bannon addirittura manca il battesimo del nipote – favorendo sempre più Roy. Con quale scopo? Isolare ulteriormente Eric? Siamo abituati ad un John pianificatore, con il controllo della situazione: i cambiamenti l’hanno destabilizzato?

Il processo ha inizio e potrebbe essere l’occasione di vuotare il sacco. Non lo farà. Sia lui che Kevin mentiranno sotto giuramento, tuttavia ci penserà Sally a portare Eric a dichiararsi colpevole. John ha fallito e da qui inizia una discesa in picchiata che non promette bene. Un altro tentativo di fuga, rintracciando Meg, non va in porto perché – guarda caso – decide di tornare indietro.

Subentra anche la paranoia. Un vecchio amico e collega si ripresenta in città per convincere Aguirre a seguirlo, ma John fraintende. Costruisce un film su O’Bannon e sul processo, con brutte conseguenze. Infatti rischia di annegare durante un’immersione.

Quando ormai non ha più nulla da dire, prepotente ritornano Kevin e i problemi. Non era un segreto che Roy avesse le mani in pasta da qualche parte, e il giovane Rayburn viene coinvolto. Traffico di droga. John deve ancora una volta calare il jolly, riesce a farlo scappare. Servirà a poco, però non per colpa sua. È l’epilogo: Sally non riesce a vendere l’hotel e se ne andrà da lì, ora i Rayburn sono definitivamente giunti al termine. Cosa fare? John decide di parlare: non troverà nessuno ad ascoltarlo, dovrà tenersi i suoi segreti. È la giusta punizione?

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