Ulrich, solo e pensoso (pt 2, SE 2)

Ulrich Nielsen, Dark netflix

Dark – Ulrich Nielsen (2)

Mikkel, Jonas, Helge, Ulrich, tutti scomparsi. In che anno siamo? È il presente, ma non quello che sta vivendo l’ormai ex ispettore, rintanato nell’anno 1987. Ma come, non era andato nel ’53? Sì, ora mettiamo un po’ d’ordine. Ulrich Nielsen, arrestato nel 1953, è rinchiuso in un ospedale psichiatrico nel quale è in silenzio stampa. Nessuno sa il suo nome né chi effettivamente sia, lo chiamano “ispettore” ma ha quest’aria da rassegnato ormai da più di 30 anni. Ecco, il presente di Ulrich, ora, è il 1987. Come ci è arrivato, qui, però? 

Ulrich ha avuto la sua occasione, o meglio, qualcuno avrebbe potuto aiutarlo. Qualcuno di troppo vicino all’ispettore da accontentarci che sia andata proprio così. 

Anno 1954: Ulrich, usualmente nella sua cella, riceve una visita. La donna dice di essere sua moglie, probabilmente: gran calma. L’uomo si sveste della sua apatia per l’incontro con quella che però non è Katharina, bensì Hannah. Come diamine è arrivata fino a lì? Ha trovato il passaggio? È lì per lui, sicuramente. Gli occhi dell’uomo si illuminano di speranza, ma Hannah ha una domanda da porgli. Ama tutt’ora Katharina, o i sentimenti sono più forti verso l’amante e amata, madre di Jonas? 

Ulrich meets Hannah (1954), Dark season 2

Tentenna, l’ispettore, colpito a bruciapelo da qualcosa che non si sarebbe mai aspettato. L’incontro con una faccia nota, in primis, e quest’inopportuna domanda, poi. Mai attesa fu più dannosa per lui, abituato da sempre a scardinare ogni problema alla radice, come tentò di fare con Helge bambino. Hannah lo disconosce di fronte agli agenti e lo lascia lì, solo e pensoso. Disperato, anche.

Eccoci al salto temporale, anno 1987: il paziente Ulrich riceve una visita, precisamente il ventiduesimo giorno di giugno. È Egon, ovviamente più vecchio di quando lo arrestò. Ebbene, sfogliando i suoi vecchi casi, pare che trovi del mistero proprio in quello che coinvolge il l’ispettore “senza nome”. Perché viene proprio ora da lui? Un anno fa, a Winden, è apparso un ragazzino praticamente dal nulla. È Mikkel. Cazzo, è suo figlio Mikkel! Egon non può saperlo, nessuno può. 

Ulrich deve uscire. Si ingegna, fugge dall’ospedale e va a casa Kahnwald. Trova Mikkel, il bambino lo riconosce e qui è eloquente: le loro strade si sono separate ingiustamente, non lo meritavano. Vanno alla grotta di Winden con la speranza di sistemare almeno la vita di Mikkel, corrono, ma sono intercettati da Egon e Ines Kahnwald. Padre e figlio sono nuovamente separati, consapevoli che, con alta probabilità, quello sarà stato il loro ultimo incontro.

È carta straccia, sì, ma pensate se non avesse dimenticato lo smartphone dall’orologiaio, quella volta…

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