Drogo, il capo delle bestie (pt 1, SE 1)

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Game Of Thrones – Drogo (1)


Drogo è il leader dei temibili guerrieri dothraki, il capo – Khal – del cosiddetto khalasar. Tutti con il loro villaggio, fortezza o castello che sia, e loro dei semplici uomini a cavallo. Semplici? Tutt’altro. Una vita a compiere razzie, a saccheggiare i villaggi e portarsi a letto le donne dei loro nemici. I dothraki non perdono, sono come bestie: tanti, troppi e troppo forti per poterli sfidare.

Come entra in gioco questo personaggio? Beh, essendo il leader di un grande gruppo di combattenti, viene scelto per ricevere in sposa la bella Daenerys Targaryen. Questo in cambio della potenza dell’esercito a favore del fratello Viserys.

Ma Drogo è diverso dagli altri dothraki, non ha per la testa solo sangue e donne. Porta rispetto per sua moglie e non la costringe ad avere un rapporto con lui, anzi, attende il momento giusto. Segno di debolezza? Forse. O forse è proprio questo il suo punto di forza: potrebbe aver visto in Daenerys una vera Khaleesi, capace di guidare il branco di guerrieri al suo fianco.
Che dire? Questa sua lungimiranza lo farà rimanere nella storia.

Da ciò nasce una delle scene che lo contraddistingue come vero uomo: messo all’angolo dal fratello di Daenerys – che chiedeva la corona – Drogo mantiene il sangue freddo e sistema la situazione.

I dothraki gli sono devoti, ma non possono certo tollerare che il loro capo si sia fatto ammaliare da una donna qualunque. Il Khal sembra perdere potere e consenso proprio per questa eccessiva curanza delle esigenze di Khaleesi, tanto da essere affrontato da un ribelle dothraki. Come poteva finire? Ovviamente non con l’uccisione di Drogo, visto che si sa: in clan come questi, è sempre il più forte combattente il capobranco.

Drogo però è avvelenato, e le cure sembrano non funzionare; i giorni passano e Daenerys riesce a convincerlo a sottoporsi alle cure di una schiava “salvata” nell’ultimo attacco, che può ricorrere alla magia nera. Dov’è finito l’onore? Un Khal è un leader, e come leader non può mostrare segni di debolezza. Sopravvive, ma rimane in uno stato vegetativo.

Da un letto non può più guidare l’esercito né Daenerys, che lo soffoca per concedergli una morte onorevole. Di certo però le ha insegnato qualcosa. Si resiste fino alla fine; ci si prova, per quanto possibile.

Che dite, una fine degna per un mastro combattente come lui?

Piaciuto questo articolo?

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