Doug, solo un aiutante? (pt 1, SE 1)

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House Of Cards – Douglas Stamper (1)


Ogni persona con un minimo di importanza ha il suo braccio destro, con cui condivide pensieri, opinioni, strategie o qualsiasi altra cosa. Molto spesso le due persone sono amici, si conoscono da molto tempo e poi? Poi uno spicca il volo e prende l’altro sotto la sua ala. A grandi linee questa è la storia di Frank Underwood e Douglas “Doug” Stamper.

Doug, interpretato magistralmente da un Michael Kelly stratosferico, è appunto l’assistente o Capo di gabinetto che dir si voglia di Frank. Quest’ultimo è stato tradito dai propri collaboratori nel momento dell’insediamento del nuovo Presidente degli USA. Sarebbe infatti dovuto diventare Segretario di Stato. Indovinate? Così non accadde. Ma non siamo qui per parlare di Frank.

doug-stamper-s1.2La  prima impressione, che nei telefilm non è mai quella giusta, potrebbe essere non così eclatante; c’è però un personaggio che piano piano ci accorgeremo rivestirà un ruolo sempre più importante. Si tratta di Doug, che fa la sua prima comparsa solo quando Frank, notevolmente infastidito, si precipita in ufficio e gli urla addosso. Da qui si potrebbe supporre che non sia altro che il suo  “schiavo”, che prende ordini a bacchetta ed esegue. Tuttavia, procedendo con le puntate, iniziano a delinearsi i contorni di quest’uomo. Doug assolve sempre le sue mansioni e, sostanzialmente, fa il lavoro sporco di Frank per i suoi intrighi.

Ma dietro a tutto questo c’è un motivo ben preciso: anni prima il protagonista aveva salvato dalla rovina Doug, caduto in un tunnel di droga e alcol. Doug si sente quindi in dovere di ringraziare il suo benefattore offrendogli i propri servigi. Come biasimarlo. Praticamente gli ha dato un nuovo futuro. Ecco, nonostante inizialmente gli si dia questa brutta copertina, si assiste man mano ad un’evoluzione del personaggio, che deve risolvere compiti sempre più particolari e che ottiene anche un certo margine di autonomia, come accade con la questione di Rachel nel capitolo Peter. Se l’è veramente meritata quest’autonomia? È stato il duro lavoro a ripagarlo? Secondo noi sì.

Capiamoci meglio: Frank orchestra il tutto, ma è Doug che gestisce la situazione. Non siete d’accordo? Mazzette, idee, sistemazioni e anche un po’ di ipocrisia per permettere al suo capo di ottenere quello che vuole. Ovviamente non può andare tutto liscio, ma poco dipende dal suo operato poiché più avanti Rachel si dimostra una bella gatta da pelare. Nonostante tutto però, la prima stagione per Doug si dimostra un vero successo, a tal punto da diventare uno dei personaggi preferiti da tutti in assoluto.

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8 commenti

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