Annie Landsberg, schiava dei propri demoni (SE 1)

Maniac – Annie Landsberg


Breve background della vita di Annie: è disoccupata, tossicodipendente e vive con un sacco d’altra gente. Ha anche una famiglia, questo ci dice. Da sua sorella, a Salt Lake City, non ci andrà mentre suo padre è un robot – o ci vive dentro? Un bel casino, ma siamo in un futuro alternativo. La Pillola A chiama, l’unico problema è la reperibilità. L’azienda NBP la produce e sta proponendo un test: “oliando” un po’ i meccanismi, riesce nell’ammissione. Lì incontra Owen, apparentemente uno squilibrato.

Lui aspetta indicazioni da lei, la bionda vuole solo la Pillola. Chi è questo? Cosa cerca esattamente da Annie? Non c’è tempo per Owen. Capiamo finalmente il perché di questo disperato bisogno: il trip le fa rivivere gli ultimi istanti con la sorella, morta durante un incidente quando Annie era alla guida. Erano giovani e spensierate, la ragazza incolpa sé stessa. Non è dipendenza: vuole ricordare seppur dolorosamente.

Ancora Owen: esasperata e scossa dalla pillola, gli racconta la verità: reggeva il gioco sperando che tacesse. Un piccolo inconveniente che le fa rischiare il posto è l’occasione per conoscere il ragazzo. Con la Pillola B – secondo step del test – Annie è connessa a Owen durante i trip, bene o male? Il contenuto ve lo risparmiamo, un fottuto casino. Ora cose della vita reale stanno nei sogni per abbassare le difese e indagare gli angoli ciechi. Ecco quindi la confessione al doc – anche la depressione. La diagnosi è un dolore patologico e intenso disgusto di sé. Neanche male. 

Pillola C, sconfiggere i propri demoni. Dopo aver scongiurato la partenza, questa volta di Owen, i due si promettono reciproca protezione. Nel sogno metà reale metà fantasy, Annie è con sua sorella. È la resa dei conti, quando il pc che gestisce il test riesce a portarla via dalla salvezza. Owen c’è, attenzione, ma è impotente verso di lei. 

Annie, però, regge il colpo e ora combatte. Mentre Owen salva il culo a tutti risolvendo un dannatissimo cubo di Rubik, la ragazza è pronta ad andare avanti. Sua sorella non c’è più, vero, ma sono comunque connesse più che mai. Lei la conosceva in ogni suo aspetto, forza o debolezza, per questo le manca troppo.

Il test è concluso. Bel fiasco per i dottori, non per Annie. Ah, suo padre è un essere umano e per la prima volta la vediamo vulnerabile. Andiamo, quello è il suo vecchio. Poi c’è Owen. Passano alcuni anni dal loro addio, ora però il ragazzo è in un ospedale psichiatrico sulla via della pazzia. Annie lo vuole far reagire, non lascerà cadere anche questa connessione. Fuggono, direzione Salt Lake City. E ridono, insieme, per la prima volta.

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