Holden Ford, sete di conoscenza (pt 1, SE 1)

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Holden Ford, MindhunterMindhunter – Holden Ford (1)


1977, USA, bureau dell’FBI. Il nostro uomo è il giovane agente Holden Ford, insegnante di negoziazione ostaggi, ambito che però non lo appaga molto. È più interessato alla psicologia dei criminali, di conseguenza conosce l’agente Bill Tench del reparto di scienze comportamentali. Ecco, Bill “insegna” in giro e decide di portarsi dietro Holden. Quest’ultimo non è tipo da girarsi i pollici, infatti decide di condurre delle “interviste”. I destinatari sono criminali irrazionali, e l’intenzione è studiarne i comportamenti. Il primo è Ed Kemper, che poggia il primo mattone delle nuove teorie: omicida per vocazione. Quindi assassini si nasce?

Inizialmente scettico per le scappatelle di Holden – e di Bill, poi – il capo Shepard appoggia l’idea. Per non sbandierare tutto, l’ufficio viene posto nel seminterrato, lontano da orecchi indiscreti. Gli sviluppi sono buoni, aggregano la dottoressa Carr di Scienze Sociali e risolvono un caso con le analogie di Kemper. Servono altre informazioni, dunque altre interviste. I risultati sono straordinari: tanti punti in comune con Ed.

Come in tutte le storie c’è una donna, in questo caso è Debbie. Universitaria estroversa, aggancia Holden in un bar, iniziando poi una relazione. I due si parlano molto: il confronto è d’aiuto per il federale. Come potrebbe un umano tenere dentro tutto quello? Bill ne è la dimostrazione.

Nel frattempo un altro caso si fa avanti: una giovane viene malamente uccisa e abbandonata. Grazie alle nuove teorie, Holden e squadra lo risolvono ma non riescono a comunicarlo: che senso ha se poi non viene compreso? I vari dubbi si aggiungono alla maggiore visibilità, dato che continuano a giungere finanziamenti esterni. Holden Ford season 1 Mindhunter

I colloqui nelle prigioni non si fermano, ma iniziano ad avere un loro peso. Holden crede – giustamente – di avere una miniera d’oro tra le mani e l’ego ne risente. Oltre a qualche scelta difficile – licenziamento del preside – iniziano le prime crisi con Debbie. Lei trova subito un sostituto, costringendo Holden a riversare la rabbia sul lavoro. Durante un’intervista infatti, per spronare l’assassino, diciamo che esagera. La conseguenza è una denuncia: non resta che insabbiare tutto. Fanno cancellare dalla registrazione la parte incriminata, ma il neo entrato Greg non riesce a tenere la coscienza sporca.

Si sviluppano due fronti: se da una parte risolvono un altro caso, dall’altra la carriera di Holden è a rischio. Può veramente concludersi tutto così? Molti Serial Killer sono ancora a piede libero. Il giovane agente è sconfortato, dopo l’ufficialità della rottura con Debbie gli resta poco. Kemper tenta il suicidio, ma la situazione conferma solo che Holden si è avvicinato troppo ai criminali. Lo stress è eccessivo e il giovane non regge. Sta rendendosi conto di essere dentro qualcosa più grande di lui?

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