Pablo Escobar, Robin Hood o mandante? (pt 1, SE 1)

Pablo Emilio Escobar Gaviria, Narcos

Narcos – Pablo Emilio Escobar Gaviria (1)

“Robin Hood paisa” – dall’Antoquia – l’uomo forse più amato e al contempo più temuto al mondo: Pablo Emilio Escobar Gaviria. Nato come trafficante di sigarette, alcool e droga leggera, non un corrotto bensì uno che amava corrompere. E in lui ha creduto Cucaracha, unico sopravvissuto alle azioni di Pinochet negli anni ’70. Pablo eredita il commercio di tutta la cocaina colombiana, passando presto da pedina a re della scacchiera. Plata o plomo, la sua frase simbolo: vita e soldi, o carne morta.

Inevitabilmente il business attira l’attenzione di famiglie importanti come i Gacha e gli Ochoa, con cui Pablo non ha interesse di conflitto. Avrà però problemi con Cucaracha, che lo tradirà: Escobar perde 4 milioni di dollari e finisce in manette. Fortunatamente il sistema della corruzione è rodato. Produzione ampliata e alleanze strette, non necessita più di Cucaracha. Plata per lui, dunque.

Pablo nella sua potenza non è solo, infatti conta sull’appoggio del cugino Gustavo. I suoi consigli sono oro colato.
Non vi sono solo sostenitori, naturalmente. Ecco gli M-19, che rapiscono Marta Ochoa e danno effettivamente il via a el Cartel de Medellín, con a capo Pablo. Uccide tutti i membri meno Ivan Torres, che recluta. E ora vuole entrare in politica servendosi del suo titolo – “Robin Hood paisa”. Partito dal basso, Escobar conosce la situazione e regala denaro al popolo.

el Cartel de Medellín, Pablo Escobar Narcos season 1

In qualche modo arriva dove voleva, non ha tuttavia l’appoggio unanime. I rivali politici sentenziano l’estradizione dei narcotrafficanti nei carceri statunitensi. Chi non si piega a Pablo muore, questo è chiaro. E tanti moriranno per mano dei suoi sicari… situazione poco gradita alla DEA che gli sta alle costole fino a smantellargli casa e laboratori. Per eliminare le prove contro di lui, Escobar deve allearsi con l’M-19 e far attaccare il Palazzo di Giustizia. 

Pablo è potente; gli incorruttibili non sono da meno. Tra questi Gaviria e Carrillo, decisi più che mai a favorire l’estradizione e la fine di Escobar. Lui, per pronta risposta, ha sempre in azione i suoi sicari. Fino a che punto può arrivare, Pablo? Basta un dato per chiarire ciò: centosette innocenti muoiono per un attentato fallito a César Gaviria.

Contemporaneamente a questa caduta di stile, Gaviria diventa presidente della Colombia. Sconfitta? No, ma bene non va: crescono la concorrenza del Cartel de Cali e la deviazione degli Ochoa. Ad Escobar serve l’asso: rapisce persone influenti per poi negoziare.

Pablo “vince”: si costituisce e si fa incarcerare in un luogo creato ad hoc con i suoi uomini. Anche perché ha ottenuto l’abolizione dell’estradizione. Potrebbe andare meravigliosamente bene nell’hotel/carcere El Catedral, e invece no. Oltre alla devastante notizia della morte di Gustavo, Escobar fa fuori due colleghi e cattura la persona sbagliata, il viceministro della giustizia. El Catedral è assaltato, e Pablo deve fuggire.

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