Michael, tutto sotto controllo (pt 1, SE 1)

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Michael ScofieldPrison Break – Michael Scofield (1)


I primi minuti che passiamo insieme a Michael ci lasciano subito perplessi. Viene arrestato praticamente di sua volontà, durante il processo non fa una piega e sembra anzi addirittura contento. Ha qualche problema psicologico? Un masochista? La risposta arriva in poco tempo: nel carcere dove viene rinchiuso c’è anche suo fratello, Lincoln. Egli è condannato a morte per un omicidio non commesso, Michael gli crede e vuole salvarlo. Ma in che modo? Una parola: evasione.

Un pazzo, direte. Spiace deludervi, è un genio invece. Michael ha letteralmente tatuato addosso un piano perfetto per scappare, deve solo avere sangue freddo per portarlo a compimento. Certi tasselli comprendono la conoscenza di alcuni prigionieri, su tutti il compagno di cella Sucre e la dottoressa Sara Tancredi. Inoltre deve guadagnarsi la fiducia di Abruzzi, ex-mafioso che ha il jolly per fuggire dagli Stati Uniti. Tutto liscio come l’olio? Sbagliato, gli intoppi sono all’ordine del giorno. Ma se c’è una persona che è capace di mantenere i nervi saldi è proprio Michael. Ecco che riesce a farsi reclutare nel gruppo dei lavori di cui fa parte Lincoln, e i due riescono finalmente a comunicare.

Michael e Lincoln, season 1Il piano sembra procedere, anche se lentamente, ma la voce si spande. Alcuni detenuti vogliono entrare nel club, minacciando di rivelare tutto alle guardie: si aggregano T-Bag e C-Note. C’è anche il vecchio Westmoreland, che come garanzia offre un bottino sepolto anni e anni fa. Sembra ormai tutto pronto, Michael è ad un passo dalla conclusione. Tutto grazie al suo ingegno. All’ultimo minuto, però, sorgono vari problemi che fanno desistere tutti. Il ragazzo è in preda allo sconforto, Lincoln verrà giustiziato e tutto è stato inutile. Fine dei giochi? Conosciamo Michael, non lascerebbe nulla a metà.

Dopo una pausa di riflessione elabora una nuova strategia che lo costringe a farsi credere pazzo. Oltre che un genio è anche un ottimo attore, perché riesce nel suo intento. Sistemati gli ultimi tasselli, questa volta tutto sembra dover filare liscio. Manca però una persona da coinvolgere, anche se lui non avrebbe voluto. Sara infatti dovrebbe lasciare aperta una porta che darebbe via libera ai detenuti; grazie all’intimità costruita con Michael, acconsente.

Ancora contro il suo volere, minaccia il direttore Pope per far rilasciare Lincoln dall’isolamento. Era un gesto da compiere. Dopotutto, è un bravo ragazzo in un ambiente non suo. Il piano nel bene e nel male riesce, ora bisogna solo correre.

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