Jim Hopper, giustizia privata (pt 3, SE 3)

Jim Hopper on Stranger Things, Netflix

Stranger Things – Jim Hopper (3)


Avete presente “la vita secondo Jim”? Ecco, questa stagione ci mette davanti a un Jim Belushi riadattato Stranger Things. Il nostro Jim fa di cognome Hopper, e come sappiamo è non da molto diventato papà. Sua figlia adottiva, Undici, ora se la fa con Mike, e allo sceriffo questo non garba. Tipo il complesso di Elettra, ma a parti invertite: Hop è gelosissimo.

Come biasimarlo, il suo rapporto è nato per caso e rafforzatosi ancor più casualmente. Tutto è partito da quei Eggos nel bosco a fine season one.

Per ovviare a questo “problema”, la soluzione di Hopper è chiara: la porta deve rimanere aperta almeno 10cm. Il tutto non funziona mai e la scusa è ottima per chiedere consiglio a Joyce. Per quanto visto finora, lo sceriffo si addolcisce con lei, ha più che un debole. Alternando consigli a rifiuti a cena, Joyce lo aiuta a stilare un discorso per i ragazzi. 

Giunto il fatidico momento, Hop fa prevalere il suo temperamento e minaccia letteralmente Mike. Il fine giustifica i mezzi? Sono solo due giovani che si sbaciucchiano! Le cose migliorano qui, ma scricchiolano con Joyce, la quale gli pacca una cena. La ragione? Doveva indagare su calamite smagnetizzate. Esilarante.

Le “cose strane”, Stranger Things, iniziano ora. I due tornano agli Hawkins Labs dove lo sceriffo subisce un agguato da un tizio losco. Crede sia un sottoposto del sindaco Klein, così corre a farsi giustizia. Cosa c’entra il sindaco? Tra i due non c’è un buon rapporto. Scopre che dei russi stanno agendo in sordina.

Hop e Joyce indagano e arrivano ad uno dei laboratori di questi, dove dopo una lotta con terminator, il tizio losco citato poc’anzi, “sequestrano” Alexei. È uno scienziato russo madrelingua. Scelgono un traduttore, Murray Bauman, che controvoglia accetta di aiutarli. Insomma, anche questa volta c’è di mezzo il Sottosopra. Perché i russi vogliono aprire il portale? 

Una domanda dopo l’altra, il quartetto finisce per perdere Alexei, ucciso da quel terminator che li cerca. Trovano l’appoggio di Dustin e compagine: tutti devono agire all’unisono per chiudere l’ingresso del Sottosopra – aperto. Hopper riesce nel suo intento – uccidere terminator – permettendo a Joyce di chiudere il portale. Il corpo dello sceriffo, vicino al propulsore, non è più ritrovato. È un sacrificio, o vive ancora?

C’è una speranza, più di una, che Hopper ci sia ancora. La prima opzione è nota: potrebbe trovarsi nel sottosopra. La seconda è che l’americano della scena post-credits sia proprio Hop. Non conosciamo però la situazione temporale di quella scena, che possa essere un flashback? Jim non è l’unico americano possibile, preso questo in considerazione. Ci sono anche Murray, che conosce benissimo il russo, e il dr. Brenner.

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