Samurai, condizioni difficili (pt 2, SE 2)

Suburra La serie, Samurai

Suburra – Samurai (2)


La questione è sempre quella: i terreni di Ostia. Samurai – e la mafia – sono decisi ad ottenerli, ma questa volta è Livia a mettere i bastoni tra le ruote. Ebbene la Adami è sparita dalla circolazione, non si vede in giro da un po’. Così il boss deve operare ad ultimatum: Aureliano e Lele sono avvisati. La disperazione lo porta anche a cercare un accordo con gli Anacleti – Adelaide, però. Non ci saranno risultati positivi.

Ha perso l’autorità che un tempo lo contraddistingueva? L’età avanza per tutti, magari è giunto per Samurai il momento di abdicare. Persino Cinaglia inizia a fare di testa sua, potendo decidere da sé del gruzzolo di voti racimolati alle elezioni. A conclusione, il Vaticano e Sara si mettono di traverso imbastendo una tendopoli ad Ostia per gli immigrati. I piani alti iniziano a perdere la pazienza. Ed è qui che emerge il vero Samurai, spinto anche dalla forza della disperazione.

Il ritorno di Livia porta alla firma per la cessione dei terreni e con essa un proiettile per la ragazza. Giusto per far capire chi comanda – a Roma! Si ritorna in carreggiata, mentre Lele è ancora pedina contro la propria volontà. A Samurai però servono i terreni, liberi. Perché non appiccare un incendio all’accampamento? Sara e il cardinale sono costretti a sbaraccare: meglio che essere impallinati. 

È il momento di sistemare le questioni in sospeso: iniziano i lavori; elimina il cardinale che aveva provato ad ostacolarlo; cerca di mettere in riga Cinaglia. Quest’ultimo ha infatti preso accordi direttamente con i siciliani. Samurai è comunque il loro uomo sul campo, ma ultimamente ha perso qualche colpo. Inoltre, un vecchio alleato torna alla corte del criminale. Adriano, speaker radiofonico, con il quale c’è un pseudo rapporto padre-figlio. I problemi però ritornano quando alle sue orecchie giunge la notizia che Aureliano, Lele e Spadino sono tornati insieme. Sono solo tre ragazzi, tuttavia fanno casino per cento persone.

Meglio stroncare tutto alla radice. Rapisce Lele, ormai allo sbando totale, e lo pesta per bene. Ciò costringe Cinaglia – neo alleato dei ragazzi insieme a Sara – al salvataggio, con un proiettile in consegna ad Adriano. Il politico sa di avere il coltello dalla parte del manico, a Samurai servono i suoi voti. Grazie ad Adriano, comunque, a sua volta il re di Roma controlla il diffondersi delle notizie. Di conseguenza, la porta è sempre aperta per fare accordi. Messi alle strette dalla mafia, trovano un punto di incontro che vada bene a tutti: Cinaglia – e la destra – vincono il ballottaggio. Samurai e i siciliani hanno raggiunto il proprio scopo, ma a che prezzo? Sangue e proiettili non lo toccano, perdere alleati preziosi forse sì.

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