Abraham, sopravvivenza e onore (pt 1, SE 4)

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abraham-ford-s4The Walking Dead – Abraham Ford (1)


Andiamo a trattare uno dei personaggi più intriganti e “cazzuti” di TWD, apparso forse un po’ tardi, ma quanto è bastato per farcelo apprezzare.
Abraham Ford – per noi  “il rosso” – appare per la prima volta nella quarta stagione in veste di sergente a capo di un convoglio. Roba seria, non credete?

A primo impatto ci troviamo di fronte ad un uomo che sembra perfettamente a suo agio nell’ambiente. Come fa? L’abbiamo imparato da Rick e compagni: probabilmente è senza dimora da molto tempo. O forse è solo di pattuglia per conto di qualcuno. Non ne sappiamo ancora nulla; quello che ci è dato sapere è il modo in cui si presenta. Il rosso, infatti, esordisce subito con un tono quasi minaccioso facendo (ce lo aspettavamo) una richiesta.
Che cos’altro hai?” le parole di quell’uomo, e noi subito a pensare che il povero Glenn fosse nei guai.

Invece Abraham Ford non è certamente una di quelle persone che vorresti evitare; non in periodi come questi.

abraham-ford-s4.2Il sergente sa cosa deve fare e vuole pochi problemi, gioca con gli zombie e sembra quasi divertirsi ad ucciderli. Per come stanno le cose, qualcuno così è ciò di cui tutti avrebbero bisogno. O meglio, ciascuno ha bisogno di qualcuno che la pensi come lui; l’aiuto reciproco è ciò che a tutti serve.
Si ritiene l’uomo più fortunato del mondo e boh, chiunque fosse in lui probabilmente non saprebbe come sentirsi. Abraham ha una missione da compiere: portare Eugene, scienziato che conosce la cura, a Washington. Nulla deve intralciarlo.

Cerca di reclutare persone utili al suo scopo, e tutto ciò senza nasconde il suo lato umano, tant’è che è sempre disposto a dare una mano a chi ne ha bisogno. D’altronde, se salvi una persona, questa non potrà far altro che essere in debito con te. E un debito, di questi tempi, può salvarti la vita.

Il rosso è comunque uno dei più forti combattenti della serie fino ad ora, uno di quelli che, come abbiamo già detto, sembra essersi adattato perfettamente pur di sopravvivere in (come la chiama lui) “questa merda”. Perlomeno fino al completamento della missione
Perché rischiare la propria vita per gli altri? È vero, avere uno scopo è l’unica cosa che ti tenga ancora in vita, ma perché mettere in pericolo anche la vita delle altre persone? Tutto aiuta.

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