Douglas Wilson, ci fa o ci è? (pt 1, SE 1)

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doug wilsonWeeds – Douglas Wilson (1)


Lo sentiremo chiamare sempre Doug, che suona anche meglio, anche se l’unica cosa suonata sembra la sua testa, dato che è uno dei personaggi più idioti che la serie presenta. Ma partiamo dall’inizio. È il classico omone conosciuto da tutti, membro del consiglio comunale e contabile di Agrestic. Strano, eh? Probabilmente è l’unico perché nessuno – sano di mente – si affiderebbe a lui nemmeno per le offerte della chiesa.

Per questo motivo, il nostro beniamino conosce Nancy (la protagonista-spacciatrice), in quanto lei è cliente di lui e viceversa. Beh, non poteva essere altrimenti; in tutti i villaggi c’è sempre lo scemo, ma per raggiungere il suo livello neuronale bisogna fumarne di roba.

Doug parte da titolare nella nostra serie, direttamente nella prima puntata, grazie anche all’entrata in scena del perverso figlio, il quale oltre ad andare a letto con degli anziani è anche un piccolo concorrente di Nancy. Quest’ultima poi praticamente subito sgrida lo sciagurato Doug perché fuma quasi in pubblico. Ma se ne frega, è come se fosse normale routine per lui.

Tutto qui? Solo uno sbandato caduto dalle nuvole? Ovviamente no, è solo un fuoco di paglia: dopo queste spiacevoli scene Doug opererà indipendentemente, creando il suo mito. doug e andy

Infatti il bello inizia ora, non appena giunge nella cittadina il suo compagno di merende Andy. In due non ne fanno uno, tempo qualche episodio e si ritrovano in mezzo a scene indimenticabili; addirittura a casa altrui a dare la caccia ai topi con burro d’arachidi. Insomma, dai, chi non lo farebbe? Ma tralasciamo, suvvia.

Tuttavia ci sentiamo in dovere di spezzare una lancia in suo favore: ha avuto un’illuminazione che ha dato la svolta all’attività dell’amica spacciatrice. È infatti grazie alla sua iniziativa che Nancy riesce ad avviare la copertura per il suo lavoretto extra. I soldi vanno riciclati in qualche modo, e lui contribuisce. Genio incompreso vi starete chiedendo, ma in realtà anche no. Infatti la cosa dura ben poco, anche se non per colpa sua.

Ah, povero Doug. L’unica idea buona crolla come un castello di carte, ma lui non si arrende. Non ha le capacità per pensare alle conseguenze, ma non è forse questo uno dei suoi punti di forza?

Piaciuto questo articolo?

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