Maeve, missione di recupero (pt 2, SE 2)

Maeve Millay in WestworldWestworld – Maeve Millay (2)


A Westworld regna il caos, e Maeve ne approfitta. Aspettate, dove eravamo rimasti? La donna, fresca di molteplici suicidi, ha raggiunto un livello di amministrazione tale da non essere più soggetta a controllo umano. Inoltre, comanda gli altri androidi inviando messaggi nella loro rete neurale. Ora agisce autonomamente, ma con quale scopo? Recuperare la figlia assegnatale in una precedente narrazione. Perciò si serve del suo creatore, Lee Sizemore. È il settore 15 la destinazione. Chi altro può aiutarla? Un pistolero: Hector.

Maeve, comunque, non è l’unico androide ad avere il pieno controllo di sé. Un altro è Dolores, che chiede alla donna e al suo gruppo di seguirla. Maeve non ha desiderio di vendetta contro gli umani, vuole solo cercare sua figlia. Le loro strade si separano, d’altronde non hanno nulla in comune se non qualche privilegio di admin. Certo, vedere qualcun altro che come te può discostarsi da imposizioni del tipo “Blocca funzioni motorie” è sconvolgente, ma la cosa che più attira Maeve in questo momento è la scoperta di un mondo parallelo a Westworld: Shogunworld

Maeve Millay e Akane, Westworld season 2

Lee, creatore di numerose narrazioni, rivela che lo Shogunworld è una ripresa pedissequa di Westworld, solo in un rivestimento grafico differente. Cosa c’entra questo con Maeve? Beh, significa che c’è una donna come lei in questo luogo. Non una quisquilia, se pensiamo alla libertà che è riuscita a prendersi – se l’è veramente presa? La donna in questione è Akane, con la quale c’è subito un certo legame. Vuole aiutarla e grazie ai suoi poteri tutto è più semplice. Mente sgombra, può quindi tornare a Westworld. Barlumi di narrazioni precedenti si rafforzano e Maeve trova sua figlia. La bambina, però, ha una nuova madre e non la ricorda più. In quel momento, inoltre, subiscono un attacco: è la tribù Fantasma.

Hector è distante e i poteri di Maeve questa volta sembrano inefficaci. Un altro admin? Nella fuga incontra William, che negli anni le ha procurato moltissimo dolore. In una precedente narrazione, lui attenta alla vita della sua famiglia. Maeve questa volta riesce a ribellarsi, scagliando tutti contro l’uomo. Lei non ne esce indenne, e viene portata via dagli uomini della Delos. Anche sotto osservazione, a dimostrazione che niente la può fermare, riesce a comunicare con l’esterno – l’interno del parco.

Ford ce l’ha fatto capire: Maeve sarebbe in grado di sopravvivere all’esterno del parco, volendo. Perché allora continuare con questa ricerca della figlia? È Maeve in grado di agire realmente con la propria mente? Sembra di sì, tant’è che pur di vedere “libera” la sua bambina mette in gioco se stessa. La figlia raggiunge l’Oltrevalle, mentre la sua storia termina come in principio, quando era madre: separata dai suoi cari e uccisa.

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