Ford, maestro del non detto (pt 1, SE 1)

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Dr. Robert Ford, Westworld season 1Westworld – Dr. Robert Ford (1)


Creatore e attuale direttore artistico, mente e braccio, serenità ed entusiasmo. L’esperienza è ciò che fonda le radici del Dr. Robert Ford, un uomo per cui gli aggettivi non bastano. Che si può volere di più, da uno dei due creatori di Westworld?

A sostenerlo c’è Bernard, ma molti anni fa il professore lavorava con Arnold, che più che un assistente era un vero e proprio socio. Era lui il vero genio, non Ford. In più voleva creare la sostanza, l’anima delle creature; non è un caso, infatti, che i residenti “migliori” siano quelli di prima generazione, manutenuti da Ford senza motivi specifici.
Dopo la morte del suo socio – incidente, dicono – Ford li ha programmati tutti, dal primo all’ultimo, con l’aiuto di Bernard. Serviva il sostituto di Arnold. Lui non voleva aprire il parco, non era vero, era finzione. Poi però Dolores, una residente, riuscì a trovare un investitore.

Le vicende girano intorno ad un aggiornamento introdotto dal Dr. Ford: le ricordanze. Qui nascono i primi problemi: alcuni androidi iniziano a ricordare filoni narrativi precedenti, non si “resettano”. Perché fare questo aggiornamento e mandare il parco allo sbaraglio? Forse voleva scoprire qualcosa in più sulla morte del suo socio. Forse l’ha ucciso lui stesso per sete di potere.

Passano i giorni e la posizione di Ford è sempre più a rischio: quelli della Delos, il gruppo proprietario, lo vogliono fuori. Lui lo sa e se ne frega, tant’è che spende gran parte del budget per costruire una nuova narrazione. Non può fare molto contro i suoi superiori, ma resiste. Ha grandi progetti, e parla faccia a faccia con chi cerca di contrastarlo. Il suo sguardo non perdona. Come con Theresa, uno dei manager. Il professore non si fa mettere i piedi in testa.Robert e Bernard vs problems, Westworld season 1

Come ci riesce? Semplice, manipolando Bernard e tutti i residenti di Westworld. Principalmente quelli di prima generazione, che tanto aveva a cuore. Il suo assistente è uno di questi, creato ad immagine e somiglianza di Arnold per programmare e programmarsi. Colpo di scena. Ford stava ideando tutto dal principio, dalle ricordanze.

Ce l’ha fatta: ha portato il gioco ad un livello superiore senza dire una parola di troppo. Ha nascosto tutto, fino a completare la sua narrazione. Il finale è da favola: grande discorso con un dolce lieto fine, il medesimo di Arnold.

Chi gli ha permesso tutto questo? Il Dr. Ford deve ringraziare il capo, William, perché anni fa è stato lui a tenerlo in azienda. Non sarebbe arrivato fin lì senza la sua grazia.

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