Edgar Poe, l’ultimo legame con il passato (stagione 1)

Edgar Poe, Altered Carbon
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Altered Carbon – Edgar Poe (stagione 1)


Edgar Poe è il direttore de “Il Corvo”, un modesto hotel in stile XIX° secolo. Peccato che siamo nel 2384. L’hotel si trova in una tenebrosa città futuristica dove nessuno muore mai davvero – o quasi – dove ogni perversione è disponibile a un prezzo e dove basta acquistare un corpo nuovo per rimanere giovani. Eppure Poe non è il protagonista di questa serie, che cosa dunque lo rende così interessante?

Siamo catapultati in un mondo nel quale i ricchi vivono così a lungo da credersi dei che hanno divorziato dalle preoccupazioni umane. In questo spazio-tempo, Edgar Poe è l’ultimo legame con il passato. Edgar, Edgar, Edgar… già il nome ci porta alla mente il noto scrittore. L’uomo è sicuramente d’altri tempi: lo si evince dal suo vestiario. Lo si capisce ascoltando le sue parole piene di garbo appartenenti ad un lessico vetusto. Lo si nota dai suoi modi cavallereschi.

Edgar è il fulgido esempio dell’albergatore perfetto: puntuale, ordinato, discreto, si presenta come un uomo impeccabile. Tuttavia Poe non è altro che un AI, ossia un intelligenza artificiale. L’AI è il cervello e l’hotel è il corpo.

I letti che si fanno da soli, i fuochi nei camini e l’arredamento sono tutte estensioni di Poe. Se qualcuno rompe un vetro, Poe soffre.

Per essere una AI, Edgar è incredibilmente umano e questa umanità gli conferisce una profondità che lo distingue dagli altri personaggi. Si tratta di un’intelligenza artificiale che ama le persone e le vuole capire. È stato programmato per aiutarle, si cala perfettamente nel personaggio e prova disperatamente a farsi degli amici – ogni volta che qualcuno varca la soglia dell’hotel.

“Siamo amici?”

– Edgar Poe a Takeshi

Difficile ricordare quante volte Poe abbia esordito con questo interrogativo nei confronti di Takeshi senza mai ottenere una risposta certa, una certezza definitiva.

Nonostante tutto non si è mai arreso, ha continuato a provarci ancora e ancora…

Altered Carbon, Edgar Poe
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Se c’è una persona che Poe non riuscirà a dimenticare, questa è certamente Lizzie Elliot. Perché proprio lei? Lizzie è coinvolta nella vicenda in modo violento. Ciò che ha subito le ha frammentato la coscienza ed ecco che subentra Poe. Lui si scarica un programma di psicologia e se ne prende cura fino ad affezionarsene.

C’è un bel parallelismo con “Blade Runner 2049” inoltre. Come accade nel film di Denis Villeneuve, in Altered Carbon il personaggio più artificiale è anche il più umano. In Poe, però, è presente una forte componente emotiva, come se fosse un bambino.

Il suo entusiasmo per le nuove avventure fa sorridere. Anzi, in questo contesto pieno di eternità debosciate, fa quasi tenerezza.

Articolo scritto da Fil in una notte insonne.

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