Manila, il perfetto trompe-l’oeil (parte 4)

Julia, Manila, La Casa de Papel parte 4
  • Save

La Casa de Papel – Julia “Manila” (parte 4)


Con qualche inquadratura degna di nota già nella terza parte de La Casa de Papel, spicca tra gli ostaggi Manila. Cosa può fare un ostaggio, se non seguire gli ordini? Bisogna collaborare – a meno che tu non sia uno sprovveduto. Devi essere Gandía o Arturo, altrimenti non sei troppo degno di nota.

Manila passa spesso in secondo piano. È una persona presumibilmente impaurita e quindi sta alle regole. Semplice. Insieme ad Arturo e altri ostaggi, si propone come donatrice di sangue compatibile con Nairobi. Eppure non ci va giù, il suo sguardo nasconde qualcosa. Che voglia dare il suo contributo alla rivolta dell’ex direttore della Zecca di Stato?  

Dobbiamo aspettare il quinto episodio, per capire che Manila è un perfetto trompe-l’oeil. È un ostaggio, o meglio quello è il suo ruolo. Non ce l’aspettavamo: è parte integrante della banda del Professore. E non è l’unica cosa inaspettata. 

Dobbiamo tornare a Toledo per spiegare i trascorsi della ragazza. Quello che sappiamo viene dai racconti di Mosca e poi di Denver. Se Denver è il primo vagone che Mosca è riuscito a congiungere alla locomotiva del Professore, Juanito è il secondo. Chi diavolo è Juanito? È nientemeno che Manila, cugino di Denver che ha cambiato sesso diventando Julia. Sì, un transessuale. Nome d’arte? Manila, capitale delle Filippine. Di fatto l’asso nella manica del Professore, pronta a intervenire dall’interno nel caso la situazione diventi problematica. 

Manila (Julia) e Arturito (Arturo Roman), La Casa de Papel parte 4
  • Save

Torniamo alla rapina. Manila tiene d’occhio tutti, Arturo in primis, di seguito Gandía e l’ammanettato Palermo. Non può venire allo scoperto, purtroppo, ma sa che il suo compagno sta tramando qualcosa contro la banda. Prova a segnalare il tutto a Denver, concretamente la persona di cui si fida di più. Il ragazzo è un po’ impegnato, diciamo, e vuole seguire il piano. Manila rimarrà nascosta, prendendosi anche le avances del pervertito – Arturito. 

Palermo orienta Gandía sulla strada per liberarsi, e Rio non ha il fegato per fermarlo. La situazione si capovolge, ora è caccia al capo della sicurezza. Succede di tutto, Palermo torna al comando e il contesto determina ipso facto la presa di posizione di Manila, che reclama un ruolo primario. E meno male! Perché è proprio Julia a placare il rivoluzionario Arturito, che era riuscito a disarmare Matías.

Sciaguratamente, non tutto va per il verso giusto: Gandía giustizia Nairobi, e con lei se ne va una pedina importantissima. Sarà in grado Manila, interpretata da un’abile Belén Cuesta, di farcela dimenticare? Perlomeno, sarà all’altezza della situazione?

Di sicuro ha iniziato con il piede giusto, grazie anche a suo padre Benjamin che ha contribuito al piano Parigi. Lisbona è libera e pronta a dare man forte nella Banca di Spagna.

Vota questo articolo!

2 risposte a “Manila, il perfetto trompe-l’oeil (parte 4)”

  1. Personaggio inaspettato, una delle poche sorprese di questa stagione che valuto “nì”. Ma Manila ci piace.

     
    1. La parte 4 de La Casa de Papel ci ha mostrato la forza della doppia M, Manila e Marsiglia. Entrambi sopra la media secondo noi.

       

Lascia un commento