Nadia, game over: insert coin to try again (stagione 1)

Nadia Vulvokov, Russian Doll
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Russian Doll – Nadia Vulvokov (stagione 1)


Nerd che sviluppa videogiochi, cinica, diretta, strafottente; è il tuo trentaseiesimo compleanno, alla festa c’ha pensato la tua migliore amica e non manca nulla – gente, droga. Vivi la vita così come viene, fa così schifo che la morte non te la toglierà, sei già ai 36 dopotutto. Un ultimo indizio: i tuoi ricci rossi li riconoscerebbe anche il tuo gatto da 100 metri. 

Ehm, Nadia?

Fortuna che i 36 si festeggiano una volta sola. Non oggi, però. Tutto inizia – e ricomincia – dal bagno dell’appartamento dove si tiene la festa. Nadia esce, fa due tiri di spinello e rimorchia in breve un uomo. In giro, incrocia il suo gatto che non vedeva da giorni e puff, viene investita da un taxi. Game over: insert coin to try again. La citazione da gamer è d’obbligo per la programmatrice, che invece di svanire nel nulla, si ritrova nel suo bagno. Stesso edificio, stesse persone, stesso inizio. WTF? Che sia colpa dello spinello?

Stordita, esce dalla toilette e ricomincia, ma è tutto un déjà vu; così simile, così uguale. È un sogno questo, o era un sogno quello precedente? Prova a variare le cose, ma finisce allo stesso modo: muore. E ritorna dinanzi a quello specchio. Com’è successo? Sembra la ricorsione informatica, una serata destinata a ripetersi aggiungendo sempre più informazioni – ogni volta che muore, Nadia non dimentica ciò che ha imparato dalla serata. 

Nadia, Alan, Russian Doll season 1
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Fino alla svolta: c’è un’altra persona in questo dantesco cerchio infernale, Alan. Lui è metodico e insicuro, in questa routine si sente a suo agio. I due sono complementari, e nonostante l’iniziale disagio decidono di collaborare. Per sciogliere la matassa, devono fare un passo indietro e risolvere ciò che li attanaglia. Per Nadia, è il suo passato, sua madre. 

Inoltre, i due ragazzi si sono incrociati the night before, ignorando le esigenze l’uno dell’altra e viceversa. Questo li ha portati a vivere e morire nello stesso istante, ripetutamente. Spesso sbagliamo, è umano: dobbiamo accettare gli errori, convinverci e imparare da essi. Nadia e Alan, rimasti a poco a poco soli loop dopo loop, sono infine separati in linee temporali differenti

Nadia vive l’ennesima notte del suo compleanno, differente per un aspetto: Alan non è in sé e non la riconosce. È l’occasione, per Nadia, di non ignorare le condizioni in cui versa il ragazzo e aiutarlo. Questa volta non vediamo la donna morire, non sappiamo come sono andate le cose. È iniziato tutto con una festa, e ora Nadia si ritrova a una parata – stesso clima. Che possa uscire la parola FINE? Rivedrà mai l’Alan che ha conosciuto? Il loro prosieguo sarà vita, oppure morte?

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