Aureliano, radici nel passato (stagione 3)

Aureliano Adami stagione 1; Suburra La Serie
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Suburra – Aureliano Adami (stagione 3)


Ci troviamo esattamente il giorno dopo il suicidio di Lele, che ha sconvolto tanto noi quanto Aureliano e Spadino. Ancora intontito da questa sciagura, l’Adami scampa il pericolo del tradimento e acquisisce Flavio come fedele alleato. Non dimentica però l’obiettivo principale: eliminare Samurai. La cosa si rivela più facile del previsto, dato che il personaggio di Cinaglia diventa un’arma a doppio taglio. Ha preso tanto potere, ma è ancora clamorosamente malleabile.

Come farà, ora, a riempire il posto vacante di Samurai? Il discorso è sempre lo stesso, la volontà non basta. Sono giovani emergenti, Aureliano è ancora troppo grezzo, troppo irascibile ed emotivo. Ha la stoffa per comandare? Difficile dirlo. La sensazione è che sia costantemente sull’orlo di una crisi. Infatti poi crolla, quando Badali inizia i lavori sui suoi terreni di Ostia. Il mafioso è un alleato, non ci dovrebbero essere problemi – era tutto parte di un accordo – tranne che per Aureliano. Lasciare il passato alle spalle è enormemente difficile, non ci riesce e forse non ci riuscirà mai.

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Hanno stretto un accordo anche con Cinaglia, prendendo sostanzialmente il posto di Samurai: entreranno nell’affare chiamato Giubileo. L’occasione è troppo ghiotta e attira tanti sguardi. La situazione, già abbastanza tesa, è aggravata dall’esuberanza di Spadino, che organizza una festa nella quale scappa il morto.

Il rapporto tra gli Adami – più Spadino e Angelica – e gli Anacleti è ai minimi termini. Manfredi è la minaccia incombente e laddove Spadino non riesce ci prova Aureliano. Nell’attacco però rimane ferita Angelica, che perde la bambina. 

È una tragedia continua. Aureliano sembra non avere nulla sotto controllo. Ha una sola certezza: l’amicizia di Spadino. Quando questo è in pericolo, caduto nella trappola del proprio suocero, il ragazzo di Ostia non ci pensa due volte. Ha davanti a sé la possibilità di agguantare il potere tanto agognato, ma non ci sta. Si precipita sul luogo dello scontro, rendendosi conto immediatamente dell’inferiorità numerica. Adesso che si fa?

Il tempo si ferma. E qui Aureliano capisce finalmente cosa vuole. Basta uno sguardo, interminabile, tra lui e Spadino. È sempre stata la storia di un’amicizia autentica, l’unico baluardo della fiducia estrema ed incontrastata tra i due. Spadino è innamorato di lui, l’ha sempre saputo, l’ha accettato, ma non ha mai potuto dargli quello che chiedeva. Alla fine, il sacrificio di Aureliano è un po’ la compensazione di tutto questo, il ragazzo non ha più nulla che lo tiene lì. Nemmeno Nadia, a quanto pare.
Speravamo in un lieto fine, e questo è tutt’altro che quanto ci aspettassimo. Ciononostante, il gesto compiuto rimane l’emblema di ciò che ha tenuto in piedi l’improponibile alleanza con Spadino. La morte di Aureliano mette un punto a tutto: alle sofferenze, ai grandi progetti e anche alla serie.

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