Esty, introspezione peccaminosa (stagione 1)

Esther "Esty" Shapiro, Schwartz, Unorthodox stagione 1 Netflix
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Unorthodox – Esther “Esty” Shapiro (stagione 1)


L’essenza della storia di Esty in un dialogo significativo? Scegliamo quello del trailer.

Sei scappata, vero?
Così sembra che stessi in prigione.
Non è vero?
No, sono andata via, senza dire a nessuno dove.
Perché sei andata via?
Dio forse si aspettava troppo da me.

– Yael ed Esty

Partiamo da Williamsburg, New York. L’eccellente Shira Haas interpreta Esty, ragazza di una comunità ebraica ultraortodossa; sicuramente “troppo” per gli standard Occidentali. Il suo passato è turbolento: suo padre è alcolizzato e sua madre non ebrea ha lasciato la comunità anzitempo. Questo pregiudica Esther agli occhi degli altri. 

Ora, però, la ragazza è finalmente una donna; come tale, è il “recipiente” perfetto per generare nuove vite. Già, perché confinato a Williamsburg il sesso femminile non ha valore al di fuori di questo. Non può ricevere istruzione tantomeno informazione. Zero. Perché tutto questo? Perché, per loro, l’uomo è il Re mentre la donna non è la Regina. 

Non la pensa allo stesso modo Esty, la quale, raggiunta la maggiore età, viene promessa sposa a Yanky Shapiro. Il loro matrimonio è un successo – sottomissione esclusa, tipo il taglio di capelli – è la convivenza che non va.
I due non riescono ad avere rapporti sessuali e il fatto esce dalla bocca di Yanky. Cercano di darle una mano, ma quanto disagio… la fa sentire un fallimento. In un anno hanno un solo rapporto, una sofferenza per Esty. Il marito, contrariato, chiede il divorzio proprio quando lei stava per dirgli di essere miracolosamente incinta.
C’è solo un’ultima spiaggia, ora: Berlino. Ha le carte per la cittadinanza, inoltre sua madre vive lì.

Parte. Sola. Con una meta. Con un obiettivo. Trovare se stessa, ricominciare.

Dopo le prime sistemazioni di fortuna, conosce un gruppo di musicisti del conservatorio, totalmente open-minded rispetto a quanto abituata – non ci soffermeremo sul flirt con Peter, con il quale ha un rapporto frutto di una scelta. Proprio al conservatorio potrebbe cambiare il proprio status quo: ottiene un’audizione per il pianoforte. Totalmente stealth alla comunità di Williamsburg, infatti, Esty prendeva lezioni da un’insegnante non ebrea – naturalmente. 

Esther "Esty" Shapiro, Schwartz, Unorthodox stagione 1 Netflix lago Wansee
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Prova a intralciarla Moishe, cugino di Yanky; qui in Europa, fortunatamente, c’è sua madre. Un altro tassello per formare la nuova Esty, Esther Schwarz. Quella del pianoforte. Quella della rinascita nel lago Wansee, quando toglie la parrucca per “liberarsi” dalle costrizioni.
Quella delle scelte.

È fulcro del mutamento il cambio di audizione, anche. Canta An die Musik in onore alla sua Babby, quella nonna ch’è suppergiù l’unico ricordo positivo delle sue origini, tradite ma non ripudiate. Il primo “angolo sicuro” nel quale ha provato a rifugiarsi quando si è sentita indifesa e fragile – la prova di pianoforte, la telefonata.

Chiedono una seconda performance, essenzialmente una prova di coraggio per lei. Esegue Mi bon siach, la canzone del matrimonio, a cappella: una mera ribellione al passato, pur senza rinnegarlo. E proprio davanti a Yanky. Con lui, paradossalmente, vive l’unico momento di normalità qui a Berlino, nell’hotel. Il marito inizia a comprendere, ma è troppo tardi.

L’aveva avvertito:

Sono diversa dalle altre ragazze.
La diversità è bella.

– Esty e Yanky

La storia di Esty a Berlino continuerà dove è cominciata: a quel caffè, ma con una nuova famiglia.

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2 risposte a “Esty, introspezione peccaminosa (stagione 1)”

  1. L’ho iniziata per curiosità, sapevo fosse tratta da un’autobiografia. Non sapevo cosa aspettarmi però. Assurda. All’inizio sono rimasta quasi scioccata, ma è una serie che coinvolge, io mi sono trovata catapultata a Berlino con Esty, e “tifavo” per lei e la sua ribellione. Una serie ben fatta, come questo articolo!

     
    1. Grazie Elena!
      Anche noi siamo rimasti positivamente sorpresi. Nonostante in un paio di punti abbiano un po’ allungato il brodo con espedienti narrativi un po’ al limite (vedi lo “scappa e prendi” in pieno giorno fra Esty e Moishe, definiamolo azzardato), la serie ci ha trasmesso veramente molto!

       

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